Today your love… tomorrow the world

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today your love tomorrow the world

Non è estate se non ascolti i Ramones.

Come l’estate in cui li scoprii, ancora piccola ma avevo alle spalle anni di ascolti musicali importanti: Genesis, E.L.P., Pink Floyd, Led Zeppelin, per non parlare di tutto il cantautorato nostrano e non: Bob Dylan, Neil Young, Guccini, De Andrè, De Gregori.

Poi, quell’estate particolarmente fortunata che coincideva con il primo anno di Scuole Superiori, qualcuno arrivò con una cassetta zeppa di canzoni che non duravano più di due/tre minuti separate solo da one-two-three-four, una via l’altra. Pochi giorni e le cantavamo già tutte a memoria.

Finalmente potevi tornare ad avere quindici anni e fingere di essere incazzato senza esserlo veramente. E saltare con i pugni in alto urlando Hey oh Let’s go!

La canzone dei ricordi (una fra le tante)

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NO TEARS

Circa un anno fa rivedevo i Tuxedomoon dal vivo, in un cinema parrocchiale di provincia in compagnia di miei coetanei tutti diligentemente seduti con i telefonini accesi intenti a riprenderli.

Ho ricordato le innumerevoli volte in cui ho ascoltato questa canzone da giovane, ripetendomi come un mantra che “non ci sono lacrime per le creature della notte – i miei occhi sono asciutti”.

Inutile aggiungere che di lacrime ce ne sono state a fiumi, inutile aggiungere che non hanno suonato NO TEARS, ma ne valeva la pena.

 

Appunti di viaggio – #1

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From Willesden to Cricklewood

As I went it all looked good
Thought about my babies grown
Thought about going home
Thought about what’s done is done
We’re alive and that’s the one

Nuovo viaggio a Londra e nuovo pellegrinaggio. La convinzione che non avrei dovuto…

Invece l’ho fatto, sono andata là: Edgware Road, il sottopassaggio di ingresso alla metropolitana dedicato a Joe Strummer.

Ho pianto per la tristezza e mi sono chiesta il perché.

Perché hanno voluto intitolare a Joe un sottopassaggio, attaccando una targa alla ringhiera?

“JOE STRUMMER SUBWAY”

Forse perché il giovane “squatter” John “Woody” Mellor era solito suonare in quell’angolo di strada, all’incrocio tra Edgware Road e Harrow Road?

Ho provato tristezza, un’immensa tristezza.

Perché è un ricordo inutile, perché chi ha conosciuto Strummer non ha bisogno di una targa per ricordarlo e chi non l’ha conosciuto rimarrà indifferente a quel nome stampato su lamiera. Perché lui avrebbe odiato qualunque tipo di “celebrazione”.

E ho pensato alle parole di questa canzone, a Joe quasi cinquantenne che non ce la faceva a starsene lontano dalla musica, la sua musica. Diverso forse da quello che oltre vent’anni prima ci chiedeva e si chiedeva:

“Are you going backwards or are you going forwards?”

E lui avanti ci è sempre andato, talmente avanti da lasciarci tutti indietro.

Ho pensato che quel che è fatto è fatto

Siamo vivi e questo è quanto